Facebook contro Casapound

Il 19 settembre del 2019 Facebook ha chiuso gli account del movimento di estrema destra Casapound. Il gruppo guidato da Gianluca Iannone ha presentato un ricorso davanti al Tribunale civile di Roma ex articolo 700 (procedura d’urgenza), ottenendo il 12 dicembre scorso un pronunciamento favorevole, con l’ordine del giudice a Facebook di riattivazione dei profili oscurati e un risarcimento delle spese legali di 15 mila euro.

Il 27 dicembre 2019 Facebook ha deciso di presentare un ricorso: “Non vogliamo che le persone o i gruppi che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono – si legge in una nota – utilizzino i nostri servizi, non importa di chi si tratti. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose che vieta a coloro che sono impegnati in “odio organizzato” di utilizzare i nostri servizi. Partiti politici e candidati, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Ci sono prove concrete che CasaPound sia stata impegnata in odio organizzato e che abbia ripetutamente violato le nostre regole. Per questo motivo abbiamo presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale di Roma”.

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